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L’inizio

L’inizio è sempre una brutta bestia. Anche qui, adesso, mentre scrivo le prime parole di una rubrica di cui si sentiva la mancanza, ho a che fare con questa brutta bestia: l’inizio. Immaginiamola come un enorme carlino (il cane, non il quotidiano) col corpo di David Foster Wallace ma vestito come Mauro Corona. È lì che mi fissa, e fissa anche voi, ogni volta che siete col cursore lampeggiante a riga 1 colonna 1 di un documento senza nome. Ci fissa con quei suoi occhioni lucidi avvitati su un muso da piccolo Scania e sembra volerci dire: “Lascia perdere. Non hai causato già abbastanza dolore al mondo anche solo aprendo Word? Là fuori c’è già pieno di libri che quasi nessuno legge. Fatti un favore, lascia stare”.

La pagina, la testa e il portafoglio vuoti sembrano essere d’accordo con Carlino Foster Corona, eppure una forza oscura e inspiegabile vi tiene avvinti a quei 103 tasti (è saltata la C). Volete fare gli scrittori. Anzi, dovete fare gli scrittori. In fondo avete tempo, un PC e circa venti polpastrelli: perché non dovreste farlo? Perciò, se siete davvero convinti, se ogni cellula del vostro corpo freme all’idea di premere un tasto e far comparire il primo carattere del capolavoro che farà aggiungere un paragrafo alla storia della letteratura, se proprio non c’è modo di farvi rinunciare, ascoltate il mio consiglio: lasciate perdere. Sul serio, date retta al carlino. Lui ne sa. Risparmiatevi la sofferenza (e risparmiatemi la concorrenza). Il miglior inizio è non iniziare, la soluzione perfetta alla pagina bianca è rispondere sì a “Vuoi chiudere senza salvare?” e spegnere tutto. Se poi non volete darmi retta e ve la sentite di far piangere il carlino, se siete così maledettamente testardi e non c’è proprio modo di farvi cambiare idea, se non sapete come cominciare, potete farlo così: “L’inizio è sempre una brutta bestia”.

One Comment on “L’inizio

  1. Salve a tutti;
    Mi permetto di esprimere la mia personale opinione al riguardo e devo dire che questo articolo mi ha dato molto da pensare, credo che il carlino abbia ragione; se uno scrittore si siede comodo davanti al computer e fissa la pagina bianca senza sapere come iniziare il proprio romanzo, è meglio che chiuda word e si vada a fare un giro, magari all’aria aperta.
    Se l’idea sfreccia nella testa e non la si ricorda, non vale la pena di scriverla, ma al contrario, penso che se uno scrittore sa esattamente cosa vuole comunicare, allora il problema iniziale della brutta bestia non esiste.
    Le parole sono la migliore espressione che uno scrittore possiede e pertanto credo, che se l’incipit è quello giusto, non ci si dovrebbe trovare alle prese con una pagina bianca, ma con una sfilza di lettere che formano frasi e che danno modo ai pensieri di acquisire significato.
    Mi scusa dell’intromissione.
    Sharon.

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